Teaching

(ITA sotto)

Body's Landscapes in Motion
It is to weave a continuous dialogue between our inner body and the external body. Transfer outside, at each moment our own unique and powerful internal landscapes, and let the external conditions our internal movement. We speak of a continuous adaptation between us and the environment, we speak of survival, my survival respect to the Other and the possibility to let exist an infinite variety of new landscapes.
An internal landscape and unique to each of us, originated by the continues articulation of the endless combinations and possibilities of relations between the complex internal system of the body with all its patterns of function and between stimuli and forces of the external environment. These relationships and interactions create a continuous changing body movement; With consciousness we can only partially understand what is the intelligence of our body; at the level of internal organs, fluids that circulate, joints, everything interacts and operates in a deep level. Not only do these interactions take place without our will, but they determine our vital and creative state. The possibilities are vast and we can only explore through physical intuitions and creative approaches or different perceptive question our habits.

Here we are to occupy the space to cross, moving walk, to articulate gestures, my body only, only in the space that is created as a consequence around me. My gesture affects, leaves traces and explores in moving time my possible transformations, because each moment is unique, and with this dynamic vigilance do I create. Shortly before nothing happened, just before I was alone and now suddenly around me, has formed a place, has formed a group in action, at a relentless rythm of the moments that are ollowed. The concentration is deep, full, I move and with me, the others move, space moves too.

ITA
My body is a private dance
Da dove nasce il movimento? da dove trae origine la mia danza? da dove sorge esattamente l’impulso?
questa mia danza che sgorga dal privato del mio sorprendente fenomeno interiore non è forse la rivelazione della mia originale natura, profondamente intima e insondabile che solo l’effimero sottile del danzare può in qualche modo tentare di ridisegnarne continuamente in forma o in azione? nello spazio e nel tempo e in relazione con l’altro? Così che, più il movimento ha origine lontana da dentro di noi, da quell’intreccio complesso di forze e fenomeni e da un sottile percepire costantemente allenato e attento, più l’effetto che produce è puro e rivelatore.
é attraverso il lavoro di laboratorio e attraverso precise strutture di improvvisazione che esploreremo differenti gradi di coinvolgimento del corpo a livello fisico, emozionale, percettivo con le rispettive memorie: attraverso, compiti fisici, sequenze di movimento, situazioni di gruppo
quanto rimane del mio intimo privato nell’incontro con l’Altro?
e perché il pubblico dovrebbe guardarmi mentre danzo? che cosa vorrei che vedesse? E che cosa vede o sente lo spettatore quando guarda un danzatore eseguire una qualche evoluzione danzante nello spazio e nel tempo? I miei piú intimi fenomeni interni che si muovono insieme al danzare incontrano lo sguardo dello spettatore: di quale rivelazione misteriosa segreta è testimone? si tratta di questo? di una qualche rivelazione misteriosa? che ad ogni gesto il mio corpo o attraverso lui sia possibile svelare infinite combinazioni per ridisegnare significati e indicare sentiri diversi? L’altro è allora propria questa specifica rivelazione di prospettiva diversa? se il corpo contiene tutto l’immaginabile possibile, quando questo danza quanti mondi possibili possono generarsi??

Paesaggi del corpo in Movimento
Si tratta di intrecciare un dialogo continuo tra il nostro corpo interno e il corpo esterno. Trasferire all’esterno, ad ogni istante i propri unici e potenti paesaggi interni, e lasciare che l’ esterno condizioni il nostro movimento interno. Parliamo di un adattamento continuo tra noi e l’ambiente; parliamo della sopravvivenza, della mia sopravvivenza rispetto all’Altro e della possibilità di far esistere un’infinita varietà di nuovi paesaggi.
Un paesaggio interno e unico ad ognuno originato dall’articolazione continua delle infinite combinazioni e possibilità delle relazioni tra il complesso sistema interno del corpo con tutti i suoi schemi di funzionamento e tra gli stimoli e forze dell’ambiente esterno. Queste relazioni e interazioni continue creano un corpo in mutevole movimento; Con la coscienza riusciamo solo in parte a capire quello che è l’intelligenza del nostro corpo;
a livello di organi interni, dei liquidi che vi circolano, delle articolazioni, tutto interagisse e opera ad un livello profondo. Non solo queste interazioni avvengono senza la nostra volontà , ma esse determinano il nostro stato vitale e creativo. Le possibilità sono ampie e possiamo solo esplorarle soprattutto spingendosi con intuizioni fisiche e creative o approcci percettivi diversi che rimettano in discussione le nostre abitudini.

Eccoci ad occupare lo spazio ad attraversarlo, a muovere passi, ad articolare gesti, il mio corpo solo, solo nello spazio che si crea di conseguenza intorno a me. Il mio gesto incide, lascia tracce ed esplora nel tempo che avanza le mie possibili trasformazioni, perché ogni istante è comunque irripetibile, e con questa vigilanza dinamica creo. Poco prima non succedeva niente, poco prima ero solo e ora all’improvviso intorno a me, si è formato un luogo, si è formato un gruppo in azione, a ritmo incessante degli istanti che si susseguono. La concentrazione è piena totale; mi muovo e con me gli altri si muovono, lo spazio si muove.
Lascio esplodere, implodere, riempire, svuotare, abbandonare, contrarre, occupare, invadere, contaminare; risuono e con me risuona il gruppo, qualcosa sta succedendo, non posso controllare niente; nell’ascolto, nel ritmo che intreccia tutte le forze in gioco, lascio succedere, mi lascio portare e creo, non piú da solo, separato, creo un evento che coinvolge senza pregiudizio, senza strutture rigide o consuetudini il mio corpo e il corpo esterno, creo movimento insieme al gruppo, disegno un paesaggio vivo.